Mulini di Stalis

I Mulini di Stalis sono un complesso di mulini collocati sugli argini e su un'isola in mezzo al fiume Lemene, nei pressi di un antico guado, e sorgono dunque esattamente sul confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto.

I Mulini hanno una storia strettamente legata a quella della vicina Abbazia di Santa Maria di Sesto. I primi documenti che attestano con certezza l'esistenza dei Mulini risalgono al 1432, quando lo stato patriarcale era già stato inglobato all’interno della Serenissima Repubblica di Venezia e Abate di Sesto era Tommaso de' Savioli, ultimo tra gli abati residenziali.

Nell'800 e nel '900 l'agricoltura e il paesaggio subiscono rilevanti trasformazioni: l'arte molitoria subisce un irreversibile declino. Del 1810 è la descrizione nel catasto napoleonico, che attesta la presenza di un mulino a quattro ruote, fronteggiato, sul lato destro del fiume, da una casa, un filatoio e una sega. Nel 1839, in base ad un rilievo austriaco, il mulino compare diviso in due parti: un mulino da grano ad acqua e un mulino da grano con pila da orzo. Sull'argine destro troviamo due case coloniche e una sega da legname ad acqua. Nel '900 l'attività lavorativa è proseguita ininterrotta fino all’inizio della II Guerra Mondiale. Al termine del conflitto i mulini ripresero l'attività macinando prevalentemente mais e il mulino sull'isola funzionò fino al 1960 circa.

I Mulini di Stalis sono stati recentemente restaurati grazie ad un intervento di recupero promosso dal Comune di Gruaro e dalle Province di Venezia e Pordenone.